mercoledì 14 novembre 2012

libri verdi d'autunno

E' autunno, sono a casa, ricomincio a leggere. Due libri nuovi che aprono gli occhi I diritti della natura(Wild Law ) traduzione di Davide Sapienza.Piano B Edizioni Molto importante. La comunità di tutti gli esseri e i diritti di tutti. Contro l'antropocentrismo del diritto. Ogni essere ed elemento naturale ha i suoi diritti fondamentali ( all'esistenza, all habitat, a giocare il suo ruolo nella comunità e nell'evoluzione)."il diritto del fiume è scorrere". da tener presente. Apocalipse town. Cronache dalla fine della civiltà urbana Alessandro Coppola .Interessantissimo. Quasi fantascientifico. Sta succedendo nella rush belt americana, succederà anche da noi? Sta cominciando a succedere? L'agricoltura urbana nelle città morte dell'auto e dell'acciaio.

domenica 7 ottobre 2012

Guerilla gardening TULIP DAY

l'impeccabile attrezzatura
guerrillera che si è organizzata all'ultimo momento ... ma è piena di entusiasmo
il micro intervento ( 20 tulipani bianchi con sfumature verdi )
il contesto : giardino , trascurato assai, dell'ospedale di Asti

domenica 15 luglio 2012

partendo per certe altissime montagne

Qui da noi Di veramente selvatico non c’è più niente, da tanto di quel tempo. Eppure anche qui Ci sono frammenti nascosti di antiche foreste Vallette incassate Ghiaioni altissimi invasi da moltitudini di fiori abbaglianti Ghiacciai. Ci sono luoghi che sono come porte Lì, se non passano aerei, di opera umana non c’è traccia. Lì, se sei solo, Puoi giocare ad essere il primo uomo che arriva, che guarda. Stai lì un poco, con tutte le cose e gli esseri, e a tutti regali il tuo sguardo E ogni albero, ogni insetto, ogni roccia che ti entra dentro … ti allarga … e allora stai lì e basta, felice di fare la tua parte, perché di sicuro tutto sarebbe uguale anche senza di te … ma certo …. più ignaro. E ogni albero, ogni erba, ogni sasso ti sembrano più vivi, più presenti a se stessi …. attraverso gli occhi tuoi. Evviva! Non servono forse a questo, gli umani?

venerdì 29 giugno 2012

ecco il programma di "Erbacce di città"

Asti Teatro 34 - Naturalmente arte Erbacce di città Direzione artistica di Lorenza Zambon - Venerdì 6 luglio 21.15 e 24.00 casa degli alfieri/teatro e natura Il giardino sacro Spettacolo vincitore di “Teatri del Sacro 2011” - Sabato 7 luglio 18.30 per i più piccoli Universi Sensibili Concerto fragile 21.15 Assurdo Teatro - Vitaliano Trevisan - Daniele Roccato Solo e pensoso - Domenica 8 luglio 18.30 Teatro Ipotesi - Pino Petruzzelli Io sono il mio lavoro - Storie di uomini e di vini- In caso di pioggia gli spettacoli si terranno nella Sala delle Colonne (ex Centro Giovani, Via Goltieri 3, Asti) Ingresso libero - Accesso v. al castello n. 13 info:tel. 0141/292583 / lorenza.zambon@casadeglialfieri.it www.teatroenatura.net www.comune.asti.it/teatro

mercoledì 30 maggio 2012

... preparando "Erbacce di città"

... udite udite! "Erbacce di città" i miei tre giorni di teatro e natura all'interno di Asti Teatro 34 si farà: 6-7-8 luglio nel nostro caro giardino segreto sulle antiche mura di Asti. Per ora solo l'anticipazione dell'"immagine guida" presa dalla bella e tenerissima opera di una giovane artista conosciuta durante gli spettacoli a Foggia; si chiama Annalisa Nardella e certo abbiamo qualcosa in comune ....

lunedì 7 maggio 2012

giovedì 26 aprile 2012

mercoledì 25 aprile 2012

Paesaggi. Una passeggiata fra il visibile e l'invisibile in Laguna di Venezia 1

che posto Valle Zappa!!! Ebbene non ha piovuto e la laguna dà il suo meglio con il tempo mosso ... e poi tramonto finale da togliere il fiato ( anche se non si vede molto nelle foto fatte da Manu e da molti del pubblico). L'invisibile un poco si è mostrato!

venerdì 6 aprile 2012

mercoledì 4 aprile 2012

giardini da marciapiede 2. Erbacce?

rigogliosi ciuffi di carletti (Silene vulgais) nel posteggio della piazza d'armi di Asti ... non li raccolgo ( preferisco quelli di campagna ) ma mi commuovono lo stesso .... il pricipe dei risotti nelle fessure dell'asfalto ... evvai!!

sabato 24 marzo 2012

Giardini senza bua

un ricordo dell'Ospedale Meyer di Firenze, ospedale per bambini che non sembra un ospedale, e del convegno "Giardini senza bua", convegno utile ( molto più del solito) pieno di sentimento e di passioni, con esperienze di giardini "biologici" nel senso più ampio e ricco del termine ... perchè se un giardino non risana ( ma anzi inquina ed avvelena ) che giardino è? ... incursioni teatrali di "giardinaggio planetario " e occhi lustri miei e di tutti gli altri ...

sabato 10 marzo 2012

luogo magico : Valle Zappa

sopralluogo in un luogo magico e nascosto: Valle Zappa, laguna sud di Venezia, valle da pesca e Casone ( stranissimo )costruito negli anni '30 in stile nordico. si prepara un "Paesaggi. Una passeggiata fra il visibile e l'invisibile" ai confini del mondo ...

domenica 26 febbraio 2012

Sylva, nuova scheda

Sylva . Variazioni sulla foresta. Chissà perché quando entriamo in una foresta abbiamo netta la sensazione di entrare, appunto, in un dentro, e invece la parola “foresta” vuol dire” fuori” ? Da questa domanda comincia un percorso che ha andamento di concerto. La musica di Carlo Actis Dato e Gianpiero Malfatto fa da giuda, segna il sentiero , piano piano espande i confini. La voce comincia ad innalzarsi per frammenti, suggestioni, un avvicinamento per piccoli passi. Emergono immagini brevi che vengono da boschi molto lontani : certi piccoli riquadri di foresta circondati da muri di pietra, in India, dove gli umani non entrano mai, se non una sola volta l’anno, a riverire i serpenti ; certi musicisti che hanno registrato la foresta pluviale ininterrottamente per ventiquattro’ore , con tutti i suoi versi e i suoi canti, e hanno scoperto che con incredibile precisione tutto si compone in un’unica partitura ….E da lì i toni cominciano a virare, si alternano fra narrazione e “canto”, e intanto la parola Sylva entra in risonanza con altre: selvatico, per esempio, perché un corpo di donna in contatto fisico, intimo con la selva percepisce cose che tutti noi abbiamo dimenticato e si apre alla meraviglia di scoprire che saremo selvatici per sempre … Oppure, un'altra parola : sacro, quello strano senso di sacro, primigenio, che ci può assalire in una foresta, anche se siamo uomini di oggi, anche se siamo laici; qualcosa che di sicuro viene prima ed è fuori da ogni religione. Riecheggiano in sottofondo lontane ispirazioni, voci diversissime fra loro: Gary Snyder il grande poeta americano della wilderness maestro nella “pratica del selvatico” , Baudelaire, Rigoni Stern …. E anche ci si rivolge direttamente al pubblico, confidenzialmente , si ragiona su certi equivoci, su certe banalità del nostro sapere comune … “qui da noi le foreste si ritirano sempre di più, stanno scomparendo” … E invece no, lo dicono i forestali e anche i satelliti: in Italia oggi i boschi stanno ritornando, velocissimi, nei pascoli e nelle campagne abbandonate, più di un terzo della superficie d’Italia è coperta da boschi … Certo, c’è foresta e foresta: fra un incolto in crescita e una foresta vetusta ci sono varie differenze biologiche ed ecologiche, naturalmente, ma non solo; anzi probabilmente la differenza più forte è forse immateriale e risiede in qualcosa di profondo dentro tutti noi, tutti noi esseri di diverse specie. E’ il punto di partenza per una sorta di piccola storia del paesaggio italiano, velocissima e visionaria, narrata dalla fine dell’ultima glaciazione ad oggi, immaginando di poter guardare dall’alto quello che sarebbe il movimento più evidente sotto i nostri occhi: il pulsare maestoso della foresta che, nei secoli, si ritira o si espande a seconda di quanto si ritiri o si espanda il popolo degli uomini. … Un viaggio vertiginoso, che si conclude con la voce potente di Mario Rigoni Stern che in un piccolo testo di una ventina d’anni fa, semisconosciuto e profetico, guarda la foresta che ritorna sulle Alpi “… e invade i villaggi abbandonati, fin dentro le stalle, nelle cucine …” E il percorso di Sylva procede, avanza in profondità, emerge la sensazione di essere sempre più vicini a qualcosa che è là , immobile, di fronte a noi. E ci sta attendendo. Un luogo che rappresenta l’altra faccia della civiltà, un altro mondo dove possiamo riconoscere quella parte di noi che la pratica sociale tende a farci dimenticare, un radicale “altrove” che ci ammutolisce ma insieme ci fa sentire così profondamente, così misteriosamente a casa E allora ci si ferma sospesi “sulle soglie del bosco” per scoprire che anche nella nostra antichissima Italia, così densa di opere umane, ci sono “luoghi che sono come porte” …. E poi basta un passo e, insieme, si entra dentro, proprio dentro la Grande Foresta. Si segue una musica che respira piano e la voce che racconta l’incontro fisico e personale, folgorante, con un vera foresta millenaria . E si scopre che la foresta è una forma di pensiero, anzi è stata il paesaggio che ha dato forma al nostro pensiero, nella notte dei tempi, e ancora oggi, guardando bene, con tutto il corpo, può dar forma più profonda, più felice, al nostro pensiero sulla vita. E le parole mutano ancora , materiali e liriche nello stesso tempo, nel momento culmine di questo spettacolo omaggio alla selva , in un canto che forse è uno dei momenti più maturi di una lunga pratica del teatro e della natura .

venerdì 10 febbraio 2012

Il giardino sacro in TV

Sono proprio curiosa: “Il giardino sacro” verrà messo in onda in versione integrale lunedì; è la prima volta che viene fatta una ripresa così "professionale", tre telecamere, due giorni di ripresa, montaggio, ecc ecc. Ebbene, sono davvero curiosa di capire come si trasforma questo spettacolo, proprio questo così ravvicinato e mischiato con il pubblico ... mi piacerebbe raccogliere qualche impressione. (Lunedì 13 febbraio alle ore 21.20 su TV SAT 2000 canale 28 del digitale terrestre e sul canale 801 di Sky. per lo streaming , se funziona : www.tv2000.it > pulsante tv2000streming )